In quel caldo 28 agosto 1963 a Washington, le pellicole delle macchine fotografiche stampavano i futuri ricordi soltanto in bianco e nero. I colori erano due, le sfumature ancora troppo poche.

Forse anche per questo la dea Aurora decise di spronare i cavalli del carro di Apollo verso un’alba di speranze e sogni. E mentre attraversava un arcobaleno di libertà, per godersi il viaggio, accese la radio a tutto volume (anche gli dei sono tamarri a volte :-) ).

La voce di Joan Baez fece soffiare nel vento le risposte alle domande dell’epoca intonando melodicamente “We shall overcome”.

Verso il Lincoln Memorial marciavano – come in un quadro di Pellizza da Volpedo – 250 mila persone sostenute dalla voce e dalla chitarra di Bob Dylan che si diedero appuntamento lì, tutte insieme, perché avevano un sogno.

Portavoce di questa Mission un giovane reverendo, Martin Luther King.

Egli colse l’occasione e usò il potere delle parole e delle emozioni che da queste scaturiscono, per entrare nella storia come leader dei diritti civili.

 

Come si riconosce un vero leader?

Una domanda mi viene in mente pensando a questa scena: come si può riconoscere un vero leader destinato a fare la storia?

Una guida, un King, un Gandhi, una Madre Teresa o addirittura il maestro tibetano di Ace Ventura in “Missione Africa” ? :-)

Come si può essere capaci di far sposare visioni, obiettivi e sogni in modo da creare un meraviglioso team che, come i fratelli Abbagnale alle finali olimpiche di Seul ’88, pagaiano implacabili verso la stessa direzione?

C’è un ingrediente molto semplice: il sogno.

Credo fermamente che dietro ogni leader ci sia un sogno. E ognuno di noi può avere dei sogni che valga la pena vivere.

Quindi ognuno di noi può essere un leader.

Spesso il problema è che non sappiamo come raggiungere questi sogni o come coinvolgere gli altri e trasmettere al mondo la bellezza di ciò che è dentro la nostra testa.

Per questo motivo apprendere le capacità di un buon leader diventa la leva con la quale sollevare il sipario e salire sul palcoscenico della tua vita per diventarne pienamente attore protagonista.

Allora permettimi di darti qualche spunto per imparare a riconoscere un leader ed esserlo a tua volta.

 

1. Trova il tuo perché (se vuoi, il tuo sogno)

 

La maggior parte delle persone sono così prese dalla quotidianità che si dimenticano del perché stanno facendo da anni determinate cose. Se solo ne riprendessero consapevolezza magari, e sottolineo magari, sceglierebbero di fare qualcos’altro.

È come nello sport: quando una persona si allena per una ragione specifica (dimagrire, migliorare la performance, gareggiare per una competizione, ecc.) con un obiettivo e un piano di lavoro preciso, la motivazione aumenta tantissimo.

Anche nel business vale lo stesso concetto. Tante aziende descrivono la propria idea o il proprio prodotto concentrandosi su cosa fanno e come lo fanno, tralasciando invece il perché.

«Accattatevill! È l’ultimissima multiscopa supercolorata, costruita con reattore termonucleare a vapore».

Wow! Tutto bellissimo ma perché dovrei acquistarla? Cosa la rende importante per me?”

 

“La gente non compra quello che fate. Compra il motivo per cui lo fate”

Simon Sinek

 

I veri leader – aziende o persone – ragionano nel modo opposto.

Essi infatti partono dal perché fanno ciò che fanno e in tal modo coinvolgono le persone nella condivisione dei loro valori universali.

Pensaci un attimo, se io ti chiedessi

  • “Perché fai quello che fai?”
  • “Perché apri gli occhi al mattino e vai a fare ciò che fai?”

Cosa mi risponderesti? Sì, lo so. Non è una domanda immediatissima, pensa che al corso Excellence Coaching dedichiamo quattro giornate intere di corso per consapevolizzare questa e altre risposte alle domande fondamentali per scegliere la direzione nella nostra vita.

Il punto è che un leader conosce, ama e coltiva il suo perché. Lo annaffia ogni giorno e lo protegge dai bruschi temporali dell’esistenza.

È facile far emergere il tuo perché quando sai farti le domande giuste.

Il perché è qualcosa che va oltre il risultato prefissato. Nel mio articolo in cui scrivo di come leader significa essere il primo fra pari ti ho già parlato di alcune caratteristiche inconfondibili per essere leader e ti invito a rileggerle.

Un bravo leader è capace di far sposare il motivo per cui una persona deve avere quel prodotto, stimola lo scopo che la coinvolge. Ha l’abilità di far diventare tuo un suo progetto, crea e aumenta l’interesse che ti fa evolvere nel supportare e contribuire alla sua idea.

“Valevo oltre un milione di dollari a 23 anni, 10 milioni a 24 e più di 100 milioni a 25. Ma sai, non era poi così importante, perché non l’ho mai fatto per soldi. Andare a letto la sera dicendosi che si è fatto qualcosa di meraviglioso, questo è quello che conta per me.”

Steve Jobs

 

2. Consapevolizza la differenza tra perseveranza e ostinazione

 

Proprio in virtù di quanto detto sopra un leader rimane fermo nel suo perché anche quando i risultati tardano ad arrivare. Egli allena la perseveranza.

Questa bella parola sta ad indicare la capacità di mantenere costanti i propri atteggiamenti e comportamenti anche di fronte agli ostacoli.

Una bestia completamente diversa è invece l’ostinazione. Essa infatti corrisponde a un irrigidimento sulle proprie posizioni. È come tentare di attraversare un muro a testate perché nei tuoi programmi, in quel punto, ci sarebbe dovuta essere una porta.

Un esempio classico è il poker. Un conto è perseverare nel proprio gioco e cercare di ottenere il meglio con le risorse (carte) che si hanno a disposizione. Diverso è ostinarsi a puntare tutti i soldi guadagnati in quella mano sulla tua coppia d’assi “chedovevanecessariamentevincere” nonostante ti renda perfettamente conto che l’avversario te l’ha appena scoppiata.

“La differenza tra perseveranza e l’ostinazione sta nel fatto che una proviene da una forte volontà, e l’altra da una forte mancanza di volontà”

Henry Ward Beecher

 

3. Sii pronto a uscire dalla tua zona di comfort per perseguire il tuo vero scopo

 

In questo senso è davvero esplicativa la storia di Jeff Bezos. A 30 anni lavorava per un’azienda informatica di Wall Street. Ben pagato e con la garanzia di avere le risorse per arrivare tranquillamente a fine mese.

Sarebbe potuto rimanere sereno nella sua zona di comfort, giusto? Sbagliato. Almeno dal punto di vista di un leader.

A Bezos la zona di comfort stava proprio stretta. Probabilmente non sapeva dove mettere tutti i suoi libri. Quindi rischiò i suoi risparmi e quelli dei genitori e decise che avrebbe creato una libreria online. La chiamò Amazon.com.

In un mondo sempre più sfidante il bisogno di leader è inversamente proporzionale alla loro effettiva presenza. Proprio per questo essere leader e cementificare la propria neurologia con parole come passione, motivazione, ispirazione e divertimento ti consentirà di fare la differenza per te stesso e per gli altri.

Come sai la PNL studia le eccellenze, estraendo le strategie dei migliori. Se vorrai essere dei nostri, dopo aver partecipato al nostro PNL Practitioner, anche tu avrai appreso come “programmare” la tua mente e le tue emozioni verso il successo. Ti aspetto.